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L’emergenza sanitaria ha cambiato il nostro modo di lavorare. Un mutamento così radicale e repentino deve ora trovare riscontro nelle regole che disciplinano i rapporti di lavoro, a partire dai settori più coinvolti in questa inaspettata rivoluzione. Per questo Noi di Soggetto Giuridico crediamo sia indispensabile rivedere i contratti collettivi alla luce delle nuove modalità di svolgimento delle mansioni lavorative emerse durante la crisi coronavirus.

Da sempre il diritto si adegua alle novità fattuali che emergono con l’evolversi della società e la comparsa di nuovi fenomeni. Nel corso dell’ultima crisi, la distanza tra quadro legislativo e realtà si è improvvisamente dilatata a causa del cambiamento accelerato imposto dall’emergenza. Spetta adesso al legislatore e alle parti sociali impegnarsi per colmare questo divario, affinché diritti, doveri e tutele dei lavoratori rispecchino al meglio il nuovo scenario.

In tale processo, sarà fondamentale dedicare particolare attenzione alle categorie che rischiano di pagare il prezzo più alto di questa veloce rivoluzione. Per le donne, ad esempio, il lavoro da casa si è rivelato più pesante rispetto agli uomini, considerato anche il maggior numero di mansioni domestiche che sono solite svolgere. Una persona sui tre, inoltre, non possiede strumenti informatici adeguati per lo smart working. Queste e altre implicazioni delle nuove modalità di lavoro dovranno essere oggetto di un’attenta riflessione per riuscire a tutelare tutte le categorie e in special modo quelle più vulnerabili.