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L’inaugurazione del nuovo Ponte San Giorgio a Genova dimostra che grazie alla volontà politica è possibile realizzare opere indispensabili in modo efficiente e nei tempi stabiliti. L’apertura al traffico della struttura, a poco meno di due anni dal crollo del Ponte Morandi, può essere un buon viatico e un esempio da seguire per un’Italia che si rimette in moto dopo un periodo di chiusura forzata.
Noi di Soggetto Giuridico crediamo che l’attenzione e gli investimenti dedicati alla costruzione del nuovo ponte non debbano essere un’eccezione riservata a un’opera dall’alto valore simbolico, ma che uguali cure meritino le centinaia di piccole e grandi opere ancora in cantiere.
In Italia convivono contraddizioni apparentemente inconciliabili: da una parte la storia infinita di infrastrutture come la Salerno-Regione Calabria, dall’altra il Ponte San Giorgio, terminato in tempi record. In un Paese dove l’ingegneria e l’architettura vantano una tradizione antichissima, la politica e la burocrazia non sono sempre in grado di valorizzare il nostro potenziale produttivo.
Ci auguriamo che con il nuovo ponte si inauguri anche una nuova fase in cui controlli efficaci e programmazione possano dare nuovo slancio al rafforzamento infrastrutturale, anche quando le opere in costruzione non godono della massima attenzione del pubblico e dei media.