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Il braccio di ferro a cui abbiamo assistito in occasione del Consiglio europeo mostra ancora una volta un’Unione europea segnata da profonde divisioni, dove le idee e le prospettive sul futuro soffrono di inconciliabili contrasti. Nonostante l’accordo raggiunto nella notte sul Recovery Fund dopo un estenuante negoziato, le tensioni tra gli Stati membri sono destinate a produrre nuovi ostacoli alla ripresa economica.
Al di là dell’ottimismo degli annunci ufficiali, il compromesso siglato dai leader europei prevede un pesante taglio a importanti programmi europei, come quelli per la ricerca scientifica, la sanità, la transizione ecologica e l’innovazione, e riduce in modo considerevole il bilancio pluriennale dell’Unione. Sull’Italia, uscita dal vertice come il maggiore beneficiario dei nuovi fondi, aleggia inoltre l’ombra dello stretto controllo di Bruxelles sulle riforme da attuare.
Noi di Soggetto Giuridico crediamo che l’Europa debba essere riformata a partire dai suoi principi generali, rimettendo al centro le persone, l’ambiente e il lavoro e ridimensionando il ruolo quasi egemone giocato ora dall’alta finanza. Serve una nuova Ventotene per restituire governabilità alla Ue e fondarla su basi completamente nuove.