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Tra le chiare indicazioni emerse in questi mesi, c’è l’urgente necessità di tornare a investire nella sanità pubblica per incrementare la capacità di risposta anche in occasione di emergenze impreviste. Il sistematico depotenziamento delle strutture pubbliche a favore della sanità privata ha perseguito l’obiettivo di rientrare nei parametri indicati dall’Europa, producendo i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Noi di Soggetto Giuridico crediamo sia giunta l’ora di invertire la rotta: tornare a tutelare la sanità pubblica è una priorità indifferibile.
Nel recente passato si sono già registrate a più riprese situazioni critiche, soprattutto nei reparti di terapia intensiva. L’emergenza coronavirus, come un’onda anomala, ha finito per travolgere le ultime certezze su cui si è fondata la politica sanitaria degli ultimi anni.
Dal 2009 al 2017, l’aumento della spesa sanitaria in Italia è risultato pari allo 0,6%, contro il +14% del periodo 2001-2008. L’Anaao Assomed, l’associazione dei medici dirigenti italiani, segnala inoltre che nel 2019 l’investimento complessivo in sanità pubblica ammontava a 114,4 miliardi, con un’incidenza media per abitante di 2.551 euro, contro i 3.045 dell’Inghilterra e i 4.160 della Germania. Sono numeri che non lasciano dubbi sulla necessità di ripensare la politica sanitaria e di impostarla su basi completamente nuove.