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Ci auguriamo che la proposta della Commissione europea di stanziare 24 miliardi in più per la Politica agricola comune e il Programma di sviluppo rurale rifletta l’intenzione di perseguire un differente modello di sviluppo e un cambiamento destinato a durare nel tempo. Coloro che in questi anni hanno lavorato per costruire un’Europa più verde, solidale, forte e coesa credono che la crisi sia un’occasione unica per ripensare il progetto europeo. Col passare degli anni, quest’ultimo si è concentrato su politiche monetarie e fiscali restrittive con l’obiettivo quasi esclusivo di garantire la stabilità dei mercati, trascurando troppo spesso le altre dimensioni dell’integrazione che non possono esaurirsi nelle buone regole della finanza.

A questo proposito, noi di Soggetto Giuridico riteniamo indispensabile che la Commissione faccia chiarezza sul ‘Recovery Fund’, ora ribattezzato ‘Next Generation Eu’ e dotato di 750 miliardi divisi tra prestiti (250) e sovvenzioni (500). Bruxelles ha infatti annunciato che ben 560 miliardi sul totale di 750 (una quota denominata ‘Recovery and Resilience Facility’) saranno ripartiti tra sovvenzioni e prestiti, ma saranno legati alla realizzazione di riforme.

Il timore è che le condizionalità ispirate ai vecchi dogmi dell’austerità finanziaria vengano solo dilazionate nel tempo, senza che sulle riforme in questione ci sia una comunicazione trasparente da parte della Commissione e degli Stati, oltre a una corretta informazione dell’opinione pubblica. A poco servirebbe continuare a cambiare denominazione agli aiuti in arrivo dall’Europa, se la politica di Bruxelles rimanesse identica a quella del passato. E’ giunto il momento di garantire la massima trasparenza per creare le basi di una nuova fiducia nel progetto europeo.