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La fase due che sta per aprirsi è per molti aspetti più delicata della fase uno, perché richiederà ai cittadini più attenzioni e prudenza. La nuova parziale libertà di movimento comporterà infatti maggiore responsabilità a livello individuale. In questo momento di transizione, è pertanto compito del Governo comunicare con la massima chiarezza le nuove regole da seguire per la ripresa delle attività produttive e della vita sociale. Noi di Soggetto Giuridico crediamo tuttavia che le nuove disposizioni del Governo abbiano generato troppi dubbi e lasciato eccessivo spazio alle interpretazioni, costringendo lo stesso Esecutivo a tornare più volte sul tema per chiarire cosa sarà effettivamente consentito.
Resta inoltre aperto il problema della legittimità dei Dpcm con cui il Governo sta navigando attraverso la crisi coronavirus. La questione è stata sollevata in questi giorni da autorevoli giuristi, quali l’ex presidente della Corte costituzionale Antonio Baldassarre, e l’attuale presidente della Consulta Marta Cartabia.
La Costituzione è e deve restare la bussola fondamentale per non perdersi nel mezzo della tempesta e compromettere diritti che costituiscono la base fondante della nostra vita pubblica. Nessuna task force, formata da membri cooptati dal Governo, può inoltre sostituire in alcun modo le competenze e le responsabilità che spettano soltanto all’Esecutivo che ne risponde al Parlamento. Mentre la pubblica amministrazione deve esercitare le sue attività nel rispetto del principio di imparzialità, il rischio è che i possibili conflitti di interessi di alcuni membri delle task force ne condizionino l’azione orientandola verso finalità diverse dal bene pubblico.