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La Giornata Mondiale della Terra arriva nel pieno di un’emergenza planetaria che ha riportato in primo piano la questione ambientale. Mentre molti Paesi industrializzati sono stati costretti a fermare le attività produttive, il Green New Deal annunciato dal Governo italiano e dall’Europa è rimasto solo un buon auspicio che attende di diventare realtà.
Dopo il fermo imposto dal coronavirus, noi di Soggetto Giuridico crediamo che la ripartenza debba avere l’obiettivo primario di imprimere una svolta verde a tutti i settori dell’economia: dall’agricoltura, puntando sull’agroecologia e sulla sostenibilità; all’industria, affidandosi a fonti rinnovabili e a tecnologie a basso impatto ambientale. Senza un ambiente sano che tuteli la salute di tutti i cittadini, emergenze come quella in corso rischiano di diventare sempre più frequenti.
La Giornata Mondiale della Terra compie mezzo secolo, ma la promessa all’origine della sua creazione – realizzare il diritto di vivere in un ambiente, sano, equilibrato e sostenibile – non si è realizzata. La scintilla fu innescata nel 1970 dal disastro avvenuto al largo delle coste di Santa Barbara, dove un pozzo della Union Oil riversò in mare grandi quantità di petrolio. Cinque decadi non sono però bastate per rendere concreto il sogno che il 22 aprile di cinquanta anni fa ispirò 20 milioni di americani a mobilitarsi per la difesa del pianeta. In un’Europa che si appresta a ripartire tra ferite e lacerazioni sociali, la strada che conduce a una nuova ecologia è l’unica che può unire Stati e cittadini.