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Dopo settimane di chiusura totale il Paese ha bisogno di ripartire. Servono ora decisioni rapide e lungimiranti per coniugare le esigenze dell’economia con quelle della salute pubblica. In queste settimane di emergenza l’autonomia delle Regioni non è stata di aiuto, con provvedimenti che si sono sovrapposti a quelli del Governo prevedendo in alcuni casi restrizioni ancora più severe. La mancanza di un forte coordinamento centrale ha fatto prevalere soluzioni fai-da-te a livello regionale e poco utili protagonismi che hanno aggiunto ulteriore confusione.
I rischi di una ripartenza dal basso a macchia di leopardo, con autorizzazioni concesse dai prefetti su richiesta delle imprese industriali, sono molteplici: disparità di trattamento; scarsa chiarezza; valutazioni affrettate delle condizioni di sicurezza.
Noi di Soggetto Giuridico crediamo opportuno procedere a una riaperture con tempistiche differenziate Regione per Regione, accelerando la ripresa delle attività dove la situazione lo consente. Resta però la necessità di una cabina di regia unica per tutelare i lavoratori, le imprese e la salute. Solo nei prossimi mesi sarà possibile valutare con precisione i danni economici causati dal coronavirus. Sappiamo però che la ripresa delle attività produttive è quanto mai urgente e che solo l’esecutivo è in grado di governare la transizione alla fase due attraverso disposizioni chiare in stretto coordinamento con le Regioni. Solo se tutti i livelli istituzionali sapranno collaborare in modo costruttivo, la ripresa potrà essere rapida e sicura.