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Mentre il decreto ‘Cura Italia’ è ancora sotto la lente degli analisti, noi di Soggetto Giuridico vogliamo riportare all’attenzione l’annosa questione della semplificazione burocratica, sempre annunciata e mai realizzata, che durante e dopo l’emergenza deve diventare una priorità assoluta. In queste settimane di crisi è emerso con evidenza uno dei più seri problemi del nostro modello di gestione: troppe leggi,  troppi enti, procedure poco chiare e complicate.

Con l’ultimo decreto il Governo ha cominciato a dare le prime risposte alla crisi economica che l’emergenza coronavirus è destinata a lasciar dietro di sé. Per aiutare famiglie, lavoratori e imprese, l’esecutivo ha messo subito in campo 25 miliardi di euro, a cui – secondo quanto dichiarato dal premier Giuseppe Conte – bisogna aggiungere un’immissione di flussi per complessivi 350 miliardi.

Il presidente del Consiglio Conte ha spiegato che questo primo provvedimento non basterà per rilanciare l’economia. Crediamo che con la stessa consapevolezza si debba affrontare l’emergenza burocratica, che attanaglia la nostra economia anche quando la vita economica e sociale non deve subire le restrizioni imposte in questi giorni.

Solo se imprese e famiglie potranno beneficiare delle risorse messe a disposizione dal Governo in modo semplice e rapido, avvalendosi anche di procedure telematiche, il Paese potrà cominciare a lavorare quanto prima per la ripresa, evitando ulteriori inutili ritardi dopo la quarantena che ha paralizzato il nostro sistema produttivo.