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Quanto sta accadendo per i rimborsi dei crediti IVA del 2020 dimostra che l’innovazione digitale, da sola, non produce risultati se non è accompagnata da una gestione in grado di metterla al servizio dei cittadini.

Tra le richieste dell’Agenzia delle Entrate a chi ha presentato la dichiarazione IVA, c’è l’invio di copia delle fatture di acquisto e vendita di cui l’Agenzia è già in possesso. Tutte le fatture, infatti, devono ormai essere elettroniche e sono acquisite dai sistemi digitali in automatico. La richiesta delle copie cartacee, dopo aver imposto l’adempimento della fatturazione elettronica, è quindi un controsenso.

Noi di Soggetto Giuridico crediamo che la digitalizzazione della pubblica amministrazione debba porsi l’obiettivo di semplificare adempimenti e procedure, migliorando la trasparenza e l’efficienza della macchina burocratica.  Nel suo piano di innovazione, il Governo ha ribadito che per essere al servizio del cittadino la pubblica amministrazione non deve più richiedere le informazioni che già possiede.

Se questo non accade, il rischio è di vanificare i vantaggi offerti dal digitale e di moltiplicare invece di ridurre gli adempimenti. L’innovazione tecnologica dovrebbe contribuire a diminuire il costo che la burocrazia fa pesare sulle aziende e non viceversa. Si tratta di un fardello rilevante, che secondo recenti stime raggiunge in Italia il valore di 3,2 miliardi di euro.