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Nonostante straordinari sforzi, le donne in agricoltura restano sostanzialmente indietro rispetto agli uomini in termini di raccolti e guadagni. Per questo il bonus  ‘Donne in Campo’, introdotto con la Legge di Bilancio, può rappresentare un importante passo in avanti verso la parità di genere anche nel settore primario.

Il provvedimento, contenuto nell’articolo 60 della Legge di Bilancio e valido per il periodo 2020-2022, prevede l’istituzione di un Fondo speciale, che per il 2020 sarà dotato di 15 milioni di euro. Noi di Soggetto Giuridico ci auguriamo che il ministero delle Politiche agricole proceda in modo rapido all’approvazione del decreto necessario per regolamentare l’accesso al bonus, rispettando il termine di 60 giorni dall’entrata in vigore della misura.

I benefici di un’agricoltura più al femminile sarebbero tangibili anche in Italia. Le donne hanno un ruolo cruciale per la vita delle aree rurali e possono contribuire a porre un freno all’urbanizzazione incontrollata. Ciò è dovuto ai molteplici ruoli che rivestono non solo come lavoratrici, ma anche come madri, educatrici, e custodi delle tradizioni locali.

Le aziende agricole al femminile in Italia sono spesso multifunzionali e svolgono attività diversificate, come dimostrano gli oltre 8mila agriturismi a conduzione femminile esistenti in Italia, il 36% circa del totale, con una crescita pari al 2,7% tra il 2014 e il 2018.

Se si vuole realizzare un vero Green New Deal non si può dimenticare di affrontare la questione di genere e di promuovere uno sviluppo equilibrato che permetta alle donne di offrire il loro contributo, rafforzando in tal modo la sostenibilità economica, sociale e ambientale.