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Sulle imprese italiane continua a gravare un carico fiscale molto al di sopra della media mondiale ed europea, mentre troppo tempo e risorse devono essere investiti per le numerose scadenze da rispettare nel corso dell’anno. Nel rapporto Paying Taxes 2020 diffuso da Banca Mondiale e PricewaterhouseCoopers, l’Italia si colloca al il 128esimo posto su 190 Paesi per incidenza di imposte e contributi, tempo necessario per gli adempimenti e numero di versamenti da effettuare annualmente.

Il nostro Paese registra un peggioramento rispetto alla 116esima posizione della precedente edizione, con  un carico fiscale e contributivo che nel 2018 ha raggiunto il 59,1% contro il 53,1% dell’ultima classifica. Considerando che la media globale è del 40,5% e quella europea del 38,9%, appare chiaro come le nostre imprese partano da una posizione di svantaggio.

Per noi di Soggetto Giuridico serve un serio impegno del Governo per una riduzione dei costi, una semplificazione amministrativa e fiscale e un miglioramento dell’accesso al credito. Nel pacchetto in discussione in Parlamento per il settore primario sono previste misure quali l’azzeramento dell’Irpef agricola, l’esonero contributivo per gli imprenditori fino a 40 anni e il bonus donne in campo per la concessione di mutui a tasso zero alle imprenditrici agricole. E’ stata inoltre inserita la richiesta di estensione di super e iper ammortamento anche ai trattori agricoli. Si  tratta di misure positive, ma senza una semplificazione burocratica e un alleggerimento del fisco nel lungo periodo rischiano di apportare soltanto un sollievo temporaneo senza cogliere l’opportunità di un rilancio che duri nel tempo.