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Prima che il ramo si curvi e poi si spezzi bisogna concentrare le energie, per rispondere al depauperamento del sistema vitale, non solo del Paese, ma questo “virus” ha colpito tutto il Pianeta. Proviamo insieme a ricercare l’antidoto ai veleni, risposte ai bisogni delle nuove generazioni, avendo cura di quella presente e di noi che aspettiamo il tramonto. Proviamo insieme a piantare un nuovo albero, forse l’ultimo scavando più a fondo, affinché le sue radici col tempo penetreranno e saranno cosi profonde da far crescere un albero con un tronco che da solo nessuno può abbracciare. Sarà così granitico che nessuno lo potrà scalfire.
Perché la terra non muoia abbiamo bisogno di contadini, di poeti, gente che sappia fare il pane, che conosca il grano, ami la natura, le foglie e riconosca il vento.
Più che puntare alla crescita, ci vorrebbe maggiore impegno e tanta attenzione. Attenzione a chi cade, al sole che nasce e che muore, ai ragazzi che crescono, attenzione ad un lampione, a un muro scrostato. A questo mondo, essere rivoluzionari significa togliere più che aggiungere, rallentare più che accelerare, significa dare valore al silenzio che parla al vento, all’aria, alla fragilità e alla dolcezza. Bisogna guardare la realtà con occhi limpidi per ricevere il riflesso che tutto è vero, nessuna recita, nessun palcoscenico, nessun teatro, gli attori sono i nostri simili, con cui dividiamo il tempo, la luce, il sole, l’acqua, la grandine e il bianco della neve. Ci assalgono anche attese tradite, promesse infinite, sogni svaniti, tante speranze, questa è la vita.

 

QUESTO È UN APPELLO PER OGNI PERSONA?
Saranno coinvolti solo coloro che con un piccolo gesto lasceranno l’impronta per la partecipazione.