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Così è stata distrutta!!
Riportiamo un sunto del saggio “L’AULA VUOTA di Ernesto Galli della Loggia (storico contemporaneo), se non altro per rendersi conto del vero e proprio “inferno” pedagogico nel quale finiscono gli studenti, superficialmente considerato da tutti partiti che hanno gestito la scuola pubblica.
*La scuola è lo specchio del declino del nostro Paese. Fabbrica di ignoranza e palestra di maleducazione civica, riflette tutti i vizi degli italiani dilatatisi grazie all’inazione della politica o proprio per la smodata passione dei politici a farsi mallevadori del peggio nel cavalcare la modernità.
L’ “autonomia” alla quale la scuola è stata “condannata”, nel nome di fantasiose democratiche pulsioni, alimentate da burocrati saccenti e ciechi, ha favorito oltre la nullificazione dell’istruzione pubblica soprattutto la demenziale parcellizzazione della gestione unitaria dell’educazione scolastica rendendo palese il proposito di disunire la nazione smantellando il presupposto stesso della sua unità: la cultura quale fondamento dell’identità comunitaria.
Burocratismo e inadeguatezza didattica, supportate da una soffocante demagogia egalitaria hanno inferto un colpo mortale alla scuola in circa mezzo secolo di esercitazioni spericolate, arbitrariamente definite “riforme” cui nessun ministro si è sottratto alla tentazione di dare il proprio contributo, apertamente contro la meritocrazia. Insomma, per nostra sventura, la politica si è applicata con metodo ed ostinazione alla disarticolazione delle membra e alla distruzione dell’essenza di quella che veniva universalmente ritenuta (anche all’estero) esemplare strumento di integrazione sociale e fattore primario nella costruzione dello spirito critico delle giovani generazioni.
La demolizione del principio di autorità, la cancellazione dell’apprendimento tradizionale, l’adeguamento alla vulgata dello “svecchiamento” didattico fino alla esaltazione della desertificazione digitale, della preferenza per <<l’apprendimento (?) di gruppo>> e l’espulsione dell’investimento sull’individualismo meritocratico considerato stupidamente “classista” hanno rovinato una costruzione formativa sulla quale si era modellata ed emancipata la società post-unita ria creando le condizioni per l’affermazione di un’Italia settima potenza industriale del mondo.
Ideologismi incomprensibili hanno “legittimato” l’oscuramento della figura del docente quale proiezione dell’autorità della quale liberarsi per poter esprimere presunte potenzialità intellettuali e creative. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ma la maggior parte continua a tenerli chiusi. “Non ci siamo accorti di come, pezzo dopo pezzo, venivano smontate e gettate via parti decisive di quella scuola dove la maggior parte di noi cresciuta e si è formata. Parti che venivano sostituite con materiali fasulli, conditi di propositi tanto altisonanti quanto in sostanza vuoti, che ogni volta lasciavano le cose un po’ peggio di prima*!!
Con il coraggio che non certo gli manca, Galli della Loggia non mette nulla tra parentesi o rifugiandosi nell’allusione. Dice quel che sente interpretando perfino ciò che altri, pur pensandola alla stessa maniera, non dicono. Una sintesi non basta per rendere al meglio la prospettiva dalla quale lo studioso si pone nell’analizzare quella che si configura come una vera e propria catastrofe culturale e civile.
Ma non è stata soltanto la politica a distruggere la scuola tradizionale. Anche l’opinione pubblica, divorata dai “miti” della modernità, ha fatto la sua parte. “Incurante e disattentissima alle cose dell’intelligenza, della cultura e dell’istruzione, ha perlopiù̀ visto nella scuola soprattutto, un serbatoio d’occupazione per sé e di promozioni a buon mercato per i suoi figli”. Solo in questi ultimissimi tempi, sembra che essa sta aprendo gli occhi e si è trovata difronte al disastro.

Purtroppo è accaduto!
A.M.I.Co.

(Fonte Formiche.net)