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Non ci sembra vero che uomini del sud, quasi si adoperino per penalizzare il meridione d’Italia.
La tattica delle calende greche, rallentando investimenti per miliardi che avrebbero creato nuova occupazione diretta e indotta offende i cittadini italiani.
Francamente nell’incontro di lunedì a Palazzo Chigi del presidente Conte con le parti sociali dedicato al Mezzogiorno è parso il solito contentino prima di immergersi nei solleone. Nessuna analisi dei veri problemi, parti sociali in piena convulsione, se no spiegatemi a cosa serve una nuova banca per le regioni meridionali che pare riemergere dal trapassato remoto della storia degli interventi dello Stato nel Sud. Peraltro una banca del Mezzogiorno già esiste ed è controllata, com’è noto, da Invitalia, ma sono in pochi ad essersi accorti, almeno sino ad oggi, della sua esistenza e soprattutto della sua operatività.
Resta un punto di domanda – Tra i tanti scheletri nascosti perché non si fa chiarezza su Taranto e
si rispettano gli impegni assunti?
Molti ricordano che ArcelorMittal S.A. – un colosso industriale mondiale, operante nel settore dell’acciaio, nato nel 2006 dalla dalla fusione di due tra le più grandi aziende del settore, la Arcelor e la Mittal Steel Company, chiede garanzie legali, in ordine alla gestione ambientale fatta dai predecessori, cancellate dal decreto Crescita, diversamente, il 6 settembre sara la fine del Ilva di Taranto.
Con Taranto potrebbe scomparire anche Total Shell in Basilicata che da oltre un anno è in attesa della necessaria autorizzazione per il giacimento Tempa Rossa. Per finire, momentaneamente, e in atto, su decisione dell’esecutivo, anche blocco delle estrazioni di gas nel canale di Sicilia?
Qualcuno più ardito e temerario propone di dirottare le risorse in mitilicoltura dal momento che le cozze del capoluogo ionico sono rinomate in Italia e anche all’estero?
Insomma, se si attuasse, nell’interesse dell’intero Paese – tutto quello che era stato già deliberato da esecutivi precedenti, e che invece l’attuale governo ha messo in discussione, fermando o almeno rallentando investimenti per miliardi che avrebbero creato nuova occupazione diretta e indotta.
Questi temi, sembra siano sospesi in una campana sotto vuoto, fluttuano, si rivoltano, ma restano lì
nel vuoto delle idee – di un esecutivo raffazzonato, che in nome di un “Dio” al di la da venire è in ginocchio e non sa che santo pregare! Mentre scherzando nel passaparola, prende piede lo slogan: “sindacati e forze sociali reggono il sacco, e il governo non riesce a trovare il buco per riempirlo”.