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Il mondo della scuola ha bisogno di certezze, considerazione e sostegno. Infatti non investire nell’istituzione scolastica significa non investire nel futuro. Per tutte queste ragioni vogliamo ribadire il nostro pieno sostegno al mondo scolastico e allo sciopero indetto per il 17 Maggio. Va infatti sottolineato che nel corso degli anni le figure del mondo della scuola hanno subito varie forme di delegittimazione, da quelle economiche a quelle pedagogiche. La fine del progetto di regionalizzazione della scuola; la parità di trattamento retributivo tra gli operatori scolastici e quelli del pubblico impiego; il rinnovo del contratto e l’equiparazione degli stipendi dei maestri italiani con quelli europei sono solo alcune delle rivendicazioni che vengono giustamente fatte dal mondo della scuola e a cui il governo deve una risposta seria, tempestiva e trasparente.

Dietro alla noncuranza verso chi lavora per formare le prossime generazioni c’è un qualcosa di estremamente malsano e l’incapacità di ragionare in prospettiva. Questo tipo di approccio ha determinato, e determina, ritardi di vario genere; soprattutto nell’acquisizione di competenze tecnico-teoriche da parte dei ragazzi che hanno necessità di inserirsi nel mercato del lavoro.

Per noi di Soggetto Giuridico esiste solo un modo per far ripartire il Paese; ed è quello di creare opportunità lavorative in cui l’Italia possa primeggiare e distinguersi. Per farlo, però, serve investire nel creare competenze che siano in grado di mettere il Paese al passo delle maggiori potenze mondiali.