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Non s’era mai verificato che una coalizione di governo assegnasse le deleghe solo a due potenti, che con la vice presidenza del Consiglio e qualche prestanome hanno in pugno tutto il Paese.

Come dire che il vice e l’altro vice decidono tutto a tavolino, e poi fanno ingoiare il “rospo” ai figuranti. Per lo mezzo oltre al Leader indiscusso, nel senso che Conte niente, anche qualche apprendista Ministro usato come punta di diamante, e qualche altro che non compare mai tranne fugaci apparizioni come volesse suggellare l’opera meritoria dei grandi Statisti. La solita zuppa, di brodo liquido  che opportunamente allungato, avrebbe dovuto soddisfare tutti gli appetiti. In questo disegno di spartizione del potere ciò che non ha funzionato e, francamente impensabile, è stato ed è tutt’ora in corso, il declino dei Pentastellati a tutto vantaggio del socio alleato.

I più sinceri additano il loro Leader di “eccessiva cedevolezza” all’alleato “padrone” su tutti i fronti a cominciare dalla “Diciotti”, fino alla questione del latte che ha visto i leghisti protagonisti quasi esclusivi della trattativa.

Se dalla parte dei grilli non volano mosche, dall’altro è iniziato il percorso di “santificazione”, tant’è che gli adepti, sono raccolti in preghiera e i più invasati continuano incessantemente a chiedere là “grazia”! Sulla nostra stanca “democrazia” – soffia il vento, urla la bufera – il Belpaese è in preda ad un nuovo bipolarismo, “Con Salvini o Contro”. Sembra che la storia si riproponga, si sta replicando un film già visto con il – ventennio berlusconiano. – oggi “Salvinismo e antiSalvinismo”. Con lui o contro di lui!

Intanto i Pentastellati sono fatalmente schiacciati da questo codice binario che non lascia spazio a terze opzioni e paga doppio l’accordo con Salvini perdendo voti in due direzioni perché chi ama il Capitano se ne va verso la Lega e chi lo detesta si affida all’opposizione.

Gli esperti sostengono che il governo non corre rischi, ad essere in delirio sono “tifosi” e i nipotini più stretti che mostrano il loro attaccamento al Ministro onnicomprensivo, con riti misti tra “Pagano e Celtico” in preda ad una rara forma di onnipotenza. Questi ultimi appartengono al “corpo speciale dei Vendicatori”.

Bisogna essere comprensivi, sforzarsi di capirli, sono piccoli nani. Gente rara e incarognita dalle cupe prospettive economiche e dalle narrazioni tossiche su sicurezza, immigrati, futuro. Soggetti accecati dall’odio che rappresentano un pericolo e non solo per l’Italia ma per il resto del mondo.

Da uomo del Sud non mi preoccupano le posizioni della Lega su migranti e sicurezza, ma anni di insulti, allusioni, volgarità gratuite e vecchi pregiudizi.

25 ANNI DI INSULTI CONTRO IL SUD. ECCO UNO DE PEGGIORI

  1. Festa di Pontida. Matteo Salvini intona il coro:

“Senti che puzza scappano anche i cani, stanno arrivando i napoletani”

In seguito ha precisato: “Sono troppo distanti dalla nostra impostazione culturale, dallo stile di vita e dalla mentalità del Nord. Non abbiamo nessuna cosa in comune……..”. (Fonte FACE MAGAZINE.IT)

Confermo e sottoscrivo.

 

Rocco Tiso