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In questi anni è mancata una vera e propria direzione e questo ha generato delle forme di schizofrenia politica che hanno creato gravi danni al Paese. Anche in questi giorni, con dichiarazioni che da una parte si richiamano alla linea dura con l’Europa e dall’altra cambiano la sostanza iniziale di provvedimenti come “quota 100” e il “reddito di cittadinanza”, non si sta facendo altro che alimentare un caos che spesso si traduce in un unico ma fondamentale dato: lo spread. Quest’ultimo indicatore non è, come spesso viene definito, un numero della sola finanza, ma un elemento che incide con forza sugli investimenti, e di conseguenza sul lavoro e sulla vita dei lavoratori.

A complicare un quadro non proprio lineare c’è anche l’opposizione dell’esecutivo alla modernizzazione delle infrastrutture e quindi la consequenziale difficoltà a creare nuove opportunità di lavoro. L’Italia di oggi, invece, ha bisogno di prospettive ed occasioni e non di chiudersi dentro un fortino che al suo interno ha anche molto poco da difendere.

Come Soggetto Giuridico siamo assolutamente convinti dell’esigenza di investire sul lavoro e sui lavoratori piuttosto che, come invece sta avvenendo, giocare con le paure dei cittadini attraverso la ricerca di capri espiatori che facciano dimenticare tutte le responsabilità della politica.

La situazione del Paese è onestamente difficile e dobbiamo prenderci tutti le nostre responsabilità, noi come organizzazione della rappresentanza sindacale che deve agire responsabilmente e il governo come colui che detiene un potere esecutivo che deve dimostrare di saper amministrate con lungimiranza, serietà e trasparenza.