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Occorre coraggio per aprire una nuova storia fatta di contenuti diversi, metodi diversi, il futuro passa per l’Europa, ma per una Europa possibile servono proposte concrete che vanno condivise con i cittadini europei. È ora di smettere di predicare dal pulpito, il tempo dei chierichetti è finito. I giovani hanno la loro dignità e non hanno bisogno di sermoni né di predicozzi a memoria, il mondo da tempo sta cambiando e il cambiamento lo stanno imponendo gli altri, quelli contro cui si punta l’indice e poi più di uno  passa a confessarsi.. I cittadini vanno ascoltati e coinvolti per misurarsi con chi ha la capacità di portare avanti, senza proclami bellicosi e senza dichiarazioni di guerra, un programma serio che già in fase di attuazione mostri i benefici e le certezze che la strada che si percorre è quella giusta e che nessuno resta indietro.

Il tempo si potrebbe mostrare un inganno, solo perché lo misuriamo ci illudiamo di possederlo. L’uomo non ha porto, il tempo non ha riva: lui scorre e noi passiamo. Quando il governo giungerà al capolinea domani, tra sei mesi o fra cinque anni, niente tornerà come prima! Resterà solo il fischio del capotreno.

Pensare che le attuali forze di opposizione, anche se  chi ha governato ha commesso errori e si sono verificate inconcludenze, prenderanno il loro posto proponendo nuovamente i soliti programmi e mettere una pezza ai guasti atavici del Belpaese, ormai è pura utopia. Del  resto il tentativo di mostrare i muscoli, è stato più un boomerang che una dimostrazione di gruppo compatto che si organizza per assumere serie responsabilità. Ciò che hanno promesso e non hanno fatto, le lacerazioni interne si sono rivelate tra le cause che hanno determinato la sconfitta a cui potrebbe fare seguito una implosione incontrollata.

Il sole della prima domenica di marzo, ha illuminato gli elettori e il loro voto ha segnato nei fatti, non il semplice turnover di poltrone, ma ha scolpito indelebilmente  il concetto che il “Paese” è fatto di gente, persone che finalmente hanno trovato nel web, il mezzo meno costoso per dire come la pensano, non solo della politica, ma anche di quanti, con arroganza, hanno “sgarrupato” attese e “cassato” speranze.

Alle prime ore di Lunedì 5 è  avvenuto un vero e proprio “cambio di regime”, donne, uomini e nuove generazioni, con idee nuove e spesso confuse, hanno preteso di sostituire il vecchio blocco di potere e di prenderne il posto.

Gli stessi Social, che sono i fautori delle scosse telluriche, non si sentono appagati e continuano a creare tempeste sui personaggi giudicati colpevoli, senza una benché minima domanda, anche per capire il perché di tanta presunzione e arroganza?

Se si rileva che l’opposizione, gira solo nei corridoi e come al solito, i disarcionati rumoreggiano  e “sgranocchiano” ceci, aspettando che passi nel fiume il cadavere depauperato, sofferente e fratricida di questo Governo e quindi dello Stivale che da anni luce è in stato “penoso” e sotto sotto, fremono  per l’arrivo salvifico di un “commissario” o la nomina di un “governo di tecnici”; di questi tempi  è “preistoria”!!

Certo un cambiamento è sempre inquietante, anche perché fa perdere le sicurezze e porta sempre con sé delle incognite. Appunto si gioca ancora a “mosca cieca”. Ma questa volta la mosca vede e più che toccare, sta già prendendo tutto, anche se i personaggi hanno colori diversi, non dovrebbero recitare il vecchio copione.

In questo strano cambiamento il grande assente è il lavoro. È fondamentale un piano vero che «rimette al centro della riflessione comune i valori etici e sociali del lavoro, richiamando ad una interpretazione del presente, le culture “liberalsocialiste” che furono forze motrici del pensiero novecentesco». Visto che proprio “dalla debolezza del pensiero contemporaneo i movimenti anti sistema hanno tratto la forza per lanciare la loro scalata alle istituzioni della democrazia rappresentativa”.

Siamo ormai sul fatto compiuto, negare l’evidenza è come ammettere che gli italiani si sono sbagliati!  INIZIATIVA COMUNE  prende definitivamente le distanze da una polemica alimentata scientemente, solo per distrarre l’attenzione, dall’accaparramento e dalla spartizione degli incarichi, dondoli e poltrone, tanto osteggiate quando le occupavano gli altri.

Per noi vale il detto: “La Processione si vede quando arriva e non quando parte”.

 

Obtorto collo prendiamo atto che i forti non sono quelli che si dicono bene informati ma, tutti gli altri arruolati per manipolare e truccare le tecniche dell’informazione.

 

Gruppo di Cooperazione e di Proposte